heisenberg
e poi abbiamo capito che non possiamo conoscere la realta' in modo deterministico

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Gino Tocchetti




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Archive

Sep
5th
Sat
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Il professor Emanuele Severino interviene al convegno “I nemici della conoscenza: i saperi di fronte al relativismo”, tenutosi a Modena il 24 ottobre 2008, nella ricorrenza del ventesimo anniversario dalla fondazione dell’Istituto Filosofico Studi Tomistici. Titolo dell’intervento: “I nemici della filosofia”

qui le parti 2, 3, 4, 5: http://tinyurl.com/nlw4ad , http://tinyurl.com/nrn77g , http://tinyurl.com/nla7cu , http://tinyurl.com/lzsshn




Jun
28th
Sun
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e non piu' di 112

clipped from atomo112.info

Il Fisico Italiano Massimo Corbucci ha collaborato con il “GSI” di Darmstadt per trovare la ragione dell’impossibilità di sintesi dell’atomo trans-Uranico di numero atomico 114: “Secondo un NUOVO MODELLO DI ATOMO, vi è un LIMITE STRUTTURALE, che impedisce di fare un atomo con più di 112 elettroni e protoni”.

Ciò è provato dall’ORDINE DI RIEMPIMENTO DEI LIVELLI ATOMICI (Copyright © CORBUCCI 1998) e dalla NUMERAZIONE BARIONICA (© CORBUCCI99).

Questi due lavori di fisica nucleare hanno consentito anche di scoprire il “Vuoto quantomeccanico”, che è stato segnalato al C.E.R.N. di Ginevra in relazione alla ricerca sul Bosone di Higgs: darebbe ragione dell’impossibilità di rivelare al Collisore Adronico “LEP” l’Higgs, sotto forma di PARTICELLA.

Pertanto è stato determinato nel Dicembre 1998 il numero massimo di elementi del Sistema Periodico: Sono 112. 50 di GRUPPO A 62 di GRUPPO B. nel Dicembre 1999 è stato “definito” l’Higgs: Rompe la simmetria nella compagine del NUCLEO tra 46 barioni a SPIN 1/2 e 57 SPIN 3/2. (Il numero totale dei tipi di barioni è 103). NON è una “PARTICELLA” rivelabile.

La SOCIETÁ INTERNAZIONALE DI FISICA NUCLEARE, istituita da Corbucci, sotto l’egida della O.N.LU.S. per la Divulgazione Atomica, dal nome “La ParTicella di Dio”, fornisce la NUOVA TAVOLA PERIODICA DEI 112 ELEMENTI e ne autorizza la riproduzione.

Per Informazioni: Tel. ++39 0761 477730

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Dec
5th
Fri
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Eppure, non c’è altra realtà fuori di questa, se non cioè nella forma momentanea che riusciamo a dare a noi stessi, agli altri, alle cose. La realtà che ho io per voi è nella forma che voi mi date; ma è realtà per voi e non per me; la realtà che voi avete per me è nella forma che io vi do; ma è realtà per me e non per voi; e per me stesso io non ho altra realtà se non nella forma che riesco a darmi. E come? Ma costruendomi, appunto. -
Luigi Pirandello, “Uno, nessuno e centomila”, 1926

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Sep
12th
Fri
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Conoscenza e conoscenza oscura

clipped from bivacco.net

Per me dunque la domanda ultima si sposta, e dovrebbe essere piuttosto: c’è una buona ragione per cui l’universo debba avere una struttura matematica? Buona meditazione… ;-P

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che e’ come chiedersi se la conoscenza razionale e’ intrinsecamente limitata, e se cio’ a cui la conoscenza razionale non arriva e’ oggetto di una possibile conoscenza-oscura




Aug
19th
Tue
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La verità è che la verità cambia. -
Friedrich Nietzsche

(via philapple)

Il problema è che questa affermazione mi ha mandato il cervello in un loop infinito: se non ci sono per un po’ sapete il perché

(via hurley)

Non a caso questa affermazione (scritta in greco antico) campeggia da oltre un anno in cima al mio blog. Il postmoderno non ha inventato niente, Nietzsche aveva capito già tutto quanto.

(via ilaria)

e io che ho appena intitolato il nuovo tumblr ad heinseberg ?




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Scommettiamo ?

clipped from keplero.org

Ne “Le cosmicomiche” di Italo Calvino, c’è un racconto, “Quanto scommettiamo?”, in cui il solito Qfwfq e il Decano, subito dopo l’origine dell’universo, iniziano a sfidarsi puntando su quale sarà il passo successivo nella sua evoluzione. Inizialmente Qfwfq vince a mani basse, applicando le leggi della fisica, ma le cose si fanno più complicate man mano che il tempo passa. L’universo diventa sempre più complesso, le variabili si moltiplicano, i sistemi si fanno caotici e le previsioni diventano più difficili. In un certo senso, nel racconto di Calvino, c’è tutta la profonda differenza fra scienze “dure”, che studiano sistemi altamente deterministici e possono fare previsioni accurate, e scienze in cui la casualità e l’imprevedibilità giocano un ruolo pesantissimo, e si va avanti a colpi di statistica.

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Aug
15th
Fri
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Dio, i dadi e noi

Albert Einstein (1879-1955)Niels Bohr (1855-1962)Richard P. Feynman (1918-1988)

clipped from it.wikipedia.org

Ed è questa interpretazione che Einstein stava mettendo in discussione quando disse: “Non credo che Dio abbia scelto di giocare a dadi con l’universo”. Bohr, che era uno degli autori dell’interpretazione di Copenaghen rispose: “Einstein, smettila di dire a Dio cosa deve fare”, a cui Feynman aggiunse “Non solo Dio gioca a dadi, ma li lancia dove non possiamo vederli”.

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Il Principio di Indeterminazione

Werner Heisenberg (1901-1976)

clipped from it.wikipedia.org

All’interno della diffusa (ma non universalmente accettata) interpretazione di Copenaghen della meccanica quantistica, il principio di indeterminazione è inteso come il fatto che a un livello elementare, l’universo fisico non esiste in forma deterministica, ma piuttosto come una collezione di probabilità, o potenziali. Ad esempio, il modello (probabilità di distribuzione) prodotto da milioni di fotoni che passano attraverso una fessura di diffrazione, può essere calcolato usando la meccanica quantistica, ma il percorso esatto di ogni fotone non può essere predetto da nessun metodo conosciuto. L’interpretazione di Copenaghen sostiene che non può essere predetto da nessun metodo.

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